
Uno degli appuntamenti più interessanti dell' Estate Romana del 2001 è stata la Rassegna Internazionale di Arti Visive "Tecniche a confronto" che si è tenuta alla Torretta Valadier su Ponte Milvio […] . In questo contesto la mostra personale di Stefano Solimani è stata particolarmente apprezzata sia a livello di critica sia di pubblico per la fluidità con cui il disegno e la materia cromatica si integrano nel mixer musicale dei ritmi e delle cadenze plastiche. "Sento che il tempo cade e fa rumore nell'anima mia…" scrive Cardarelli in una sua poesia e Solimani su una linea di naturale continuità sembra aggiungere "lasciando impronte d'amore e di dolore…". Attraverso venti opere quest' artista dimostra come la figua femminile nella sua piena maturità e bellezza sia la protagonista del suo mondo creativo con tutta la sua carica di eros, inteso come istinto originario della vita e dell'amore. Anche se le figure sono rese attraverso un iperrealismo basato su un'ottima abilità esecutiva nella raffigurazione di ogni particolare dei corpi, ci sanno introdurre in quell'ambito misterioso delle forme primarie, degli archetipi legati alle origini della vita. Ogni quadro appare come una pagina incompleta di un codice antico,o tesera di un puzzle scomposto dove i vari piani del racconto si sviluppano attraverso colori notturni il significato più recondito delle opere lasciando intravedere varie possibili interpretazioni. Ogni figura di donna assume la valenza primordiale di accoglienza e fertilità ma non risulta mai slegata dala ricerca estetica delle "divine proporzioni" in una cura del linguaggio figurativo e di uno stile che non si basa solamente su caratteri esteriori e formali, ma su un'idea centrale che li vivifica tutti: la vita intesa come medium irrinunciabile di amore e di dolore.
Anna Iozzino |