[...] Ormai, come dicevo, la figura domina incontrastata ogni suo dipinto ed è una rappresentazione di straordinario realismo, dove l'abilità si unisce all' interpretazione, dove il particolare diventa simbolo e matafora, dove l'insieme costituisce motivo di riflessione e di sbigottito stranimento. Verità più vera del vero e non solo perchè costruita con grande rigore e conoscenza, ma perchè filtrata dalle emozioni, propiettata oltre la fisicità dei corpi e delle situazioni. Un iperrealismo, quello di Solimani, capace di catturare l'osservatore e di stupirlo per la perfezione dell'esecuzione, per la sensualità delle rappresentazioni e la bellezza degli incarnati, ma in grado altresì di smuovere il cuore e la mente, di interrogare lo spirito e di essere, quindi, attualissimo e contemporaneo. Ma attuale e contemporaneo Stefano Solimani lo era anche qualche tempo addietro quando la sua espressione tutta concentrata nella descrizione di desolate e squallide periferie metropolitane colte nei profondi e angoscianti silenzi notturni, quando, con lucidità e realismo, mostrava le grandi solitudini dei nostri giorni attraverso pallide e sfuocate luci che rischiaravano opulente e formose passeggiatrici. E anche oggi, a distanza di anni, la sua voglia di indagare e scrutare nei fenomeni della realtà quotidiana non si è affatto esaurita, anzi, è diventata più forte e convolgente, più raffinata e sottile e il suo pennello funziona come il grandangolo di un bravo fotografo che riprende da vicino, con primi piani mozzafiato, corpi di donne bellissime, nudi sensuali e attraenti, garbato erotismo mimetizzato e nascosto, che accende desideri e passioni.
Il nudo ora gli serve come specchio per attirare sguardi e attenzioni, ma anche e sopratutto per denunciare le condizioni e situazioni: il vojerismo diffuso, l'uso superficiale e leggero della bellezza, i compromessi facili e la voglia di trasgredire oggi così di moda e diffusa. Straordinario e forse unico tra tanti che si possono osservare, il suo Iperrealismo, che riesce a cogliere le ombre e sfumature, luci e vibrazioni, lontananze e volumi creando magistralmente l'inganno fotografico, il bisogno fisico di toccare l'opera per scoprirne l'eventuale trucco, lo stupore attonito di fronte a tale perfezione. Una perfezione che avvolge ogni minimo particolare anatomico, ogni indumento e che poi si placa nello sguardo dove gli occhi portano dentro scintille di vita, comunicano emozioni e stati d'animo. Occhi grandi, occhi espressivi per raccontare ansie e solitudini, vittorie e sconfitte, gioie e delusioni.
Espressione intensa, questa di Solimani, perchè rivolta alle grandi problematiche umane, perchè supera i confini della bellezza e della perfezione estetica e diventa voce dell' intimità segreta, riflesso obbiettivo dei nostri tormentati giorni.

 

Luciano Carini